Dopo una tempesta i pescatori sopravvissuti diventano facile preda della suggestione dei rimorsi del rancore. Anche gli Dei sembrano beffarsi della loro cecità. L'autore guidato da una invisibile suggeritrice sempre presente e sempre disponibile (molti la chiamano ispirazione) si è trovato tra i tanti protagonisti di questa tragedia un personaggio scomodo da gestire difficile da collocare artisticamente in un contesto così drammatico improbabile ma credibile. Un personaggio-vittima stracolmo di laceranti fascinazioni emotive provenienti dall'intimo d'una coscienza vitale e teatrale avente radici profonde conficcate nella cultura e nella mentalità di una piccola società dove la parola d'ordine è sopravvivenza. Dove la normalità è un continuo equivoco che rasenta la vita e la morte: un paradosso che rinfocola i dogmi e le ataviche superstizioni popolari.