(...) nonostante la mia lunga esperienza è difficile parlare de il braccialetto di corda perchè dovrei riuscire a dire di cosa consiste una sua certa grandezza una sua certa capacità di coinvolgere una sua certa virtuosa novità e diversità letteraria... (...) E' un thriller almeno dal XVIII° al XXI° capitolo e passa ma non è stato scritto per essere tale e non ne rispetta i canoni. Vorrebbe essere il romanzo di un naufrago del '68 ( Roberto) ma egli non è stato davvero né un rivoluzionario nè un comunista essendo piuttosto un esteta un poeta un inquieto ricercatore laico delle ragioni della vita un ammiratore della bellezza e fatte salve le istanze di giustizia e verità è a suo modo un edonista (...) Tutte le novità di questo libro sembrano non programmate ma assommate costituiscono una loro armonia impensabile in altri casi e producono uno di quei romanzi che dettano la propria legge autonoma e la loro ragione d'essere. Teodoro Giuttari - Eura Press