La liberazione della donna di Anna Maria Mozzoni pubblicato nel 1864 è un'opera fondamentale nel panorama dell'emancipazionismo femminile italiano. Il testo si articola in diverse sezioni che esplorano i molteplici aspetti della condizione femminile dell'epoca. Mozzoni analizza i rapporti sociali delle donne affrontando temi come l'opinione pubblica la religione la famiglia la società e la scienza. L'autrice critica la posizione subordinata delle donne nel diritto e propone un cambiamento radicale per garantire loro pari diritti. Un capitolo significativo è dedicato alla critica del progetto del nuovo codice civile italiano evidenziando le ingiustizie legali nei confronti delle donne. Mozzoni risponde anche a critiche contemporanee come quelle di Elvira Ostacchini e discute la questione dell'emancipazione femminile in Italia. L'opera include una petizione per il diritto di voto politico alle donne e un discorso tenuto al Congresso internazionale per il diritto delle donne a Parigi. Mozzoni si rivolge alle giovani donne incoraggiandole a studiare e a partecipare attivamente alla società. Infine l'autrice esplora il ruolo delle donne nella famiglia nella città e nello Stato e discute l'organizzazione dei lavoratori e il rapporto tra socialismo ed emancipazione femminile. L'opera di Mozzoni è un appello appassionato per la parità di genere e un invito all'azione per le donne del suo tempo.
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