In Le isole sconosciute si percepisce una sorta di estasi estetica provocata dalla bellezza dei paesaggi degli arcipelaghi delle Azzorre e di Madera. Vedremo che tale estasi ha acquisito connotazioni puramente dinamiche umanizzate e culturali riferendosi a una combinazione simbiotica tra le impressioni del narratore di fronte a ciò che osserva e con cui interagisce. C'è qui una notevole differenziazione nella percezione del paesaggio poiché riprendendo il concetto di prospettiva in ambito letterario e avvicinandolo alle recenti menzioni sullo studio del Paesaggio e dei punti di vista selezionati e privilegiati quest'opera brandoniana si muove verso un'innovazione nell'approccio al paesaggio che passa necessariamente attraverso la sua configurazione come forma percettiva dell'essere nel mondo e anche nella scrittura letteraria.