Il paese di Pescara è al centro della narrazione insieme alla campagna circostante che spesso accoglie folle di persone in preda ad impulsi non controllabili. Si pensi ai contadini in rivolta nel racconto dell'Eroe dove il nobile protagonista si getta nel fuoco mentre i poveri assediano il palazzo all'esaltazione collettiva dei fedeli che gridano al miracolo o alla guerra tra due paesi dai nomi immaginari di Radusa e Mascalico ognuno dei quali cerca di imporre il proprio patrono all'altro. D'Annunzio riesce a restituire ogni minima emozione dei personaggi e una viva curiosità per le emozioni più estreme. Si va dal fanatismo della folla alla sorte disperata di molte madri che finiscono per morire di parto o nel tentativo disperato di vedere un'ultima volta il figlio ormai lontano. La rappresentazione di scene di vita quotidiana si risolve a volte in beffe di sapore boccaccesco ma il legame più significativo risulta quello che avvicina D'Annunzio al Verismo (Aonia edizioni).