Cosa succederebbe se l'intelligenza artificiale diventasse il principale ricercatore del mondo? In un'epoca in cui gli algoritmi elaborano ipotesi scrivono documenti e risolvono equazioni la domanda che si pone con urgenza è: quale posto resterà all'uomo nella ricerca della conoscenza? Questo libro esplora la vertiginosa ipotesi di un'intelligenza artificiale capace non solo di superare gli scienziati ma di ridefinire la scienza stessa. Combinando analisi tecnica riflessione etica e interrogazione filosofica l'autore esamina il nostro rapporto con il progresso la conoscenza e la natura stessa dell'intelligenza. Attraverso un dialogo rigoroso con pensatori come Nick Bostrom Luc Ferry Catherine Malabou Étienne Klein e Jürgen Habermas traccia una linea di demarcazione tra fascino e vigilanza. Ma questo non è un libro di paura. È un appello alla responsabilità. A una convivenza illuminata tra uomini e macchine. A riaffermare il ruolo dell'educazione della critica e della cultura in un mondo stravolto dalle tecnologie intelligenti. L'intelligenza artificiale può comprendere l'universo meglio di noi? Può sostituirci nel nostro rapporto con la verità?
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