Esiste un altro modo d'intendere il cammino spirituale? Un modo che si leghi agli universali umani che si disancori dal concetto di ortodossia che superi i muri denominazionali e i paletti normativo-legalitari per appellarsi all'essenza costitutiva dell'essere umano che riscopra il concetto di religione come mezzo e non come fine e che si focalizzi su una reale trasformazione vitale di chi decida di proiettare la propria vita su un piano trascendentale? L'autore è convinto di sì e ci accompagna sulla scia del pensiero di Panikkar lungo un viaggio verso un'ottica nuova legata all'ortoprassi.